SETTORE ORTOFRUTTICOLO

La rappresentanza a livello nazionale del Settore Ortofrutticolo, compreso il settore Pataticolo, ha raggiunto dimensioni ragguardevoli: sono attive 515 cooperative che detengono un fatturato aggregato realizzato nel 2024 in crescita,  pari a 8.231 milioni di €,   44.787 soci e 21.101 addetti.  Si conferma come il sistema ortofrutticolo di Fedagripesca-Confcooperative sia quindi quantomai solido e rappresentativo, rappresentando circa il 40% della PLV del settore . Tali dati sono particolarmente significativi in quanto l’ ortofrutticoltura è uno dei settori fondamentali dell’agricoltura italiana, svolgendo un ruolo di co-leadership europea con la Spagna e riveste un‘importanza strategica per lo sviluppo sociale ed economico dei territori per l’elevato contributo fornito allo sviluppo dell’occupazione, nonostante la competizione molto aggressiva e  crescente pressione dell’offerta proveniente dalle aree extra-UE ed in particolare da Nord-Africa e Turchia.

Le cooperative aderenti operano sia nel comparto del fresco che della trasformazione e surgelazione ed hanno raggiunto nel tempo posizioni di rilievo grazie alla contestuale presenza di consorzi cooperativi con forte specializzazione merceologica unita a grandi dimensioni e forte vocazione all’export ma anche di una pluralità di diversi modelli organizzativi che rispondono con flessibilità alle diverse esigenze di aggregazione in funzione dei territori e dei prodotti trattati.

In tal senso sono presenti cooperative di primo grado o secondo grado, spesso riconosciute come Organizzazione di produttori, che governano direttamente e/o tramite le coop associate tutto il processo di filiera, dalle scelte tecniche di carattere agronomico, al conferimento, condizionamento e lavorazione del prodotto fino alla gestione della logistica e della commercializzazione, a strutture più complesse che si avvalgono,  per determinate fasi di lavorazione o per esigenze di natura commerciale, di filiali controllate che coprono l’intero territorio nazionale, consentendo di ampliare i volumi e completare la gamma.

Per le strutture di auto-trasformazione cooperative  va rilevato l’alto livello di mutualità attorno al 90% con un bacino di approvvigionamento locale o di provenienza comunque nazionale:  tale esclusivo rapporto con i soci ha permesso l’evidenziazione dell’origine delle materia prima come valenza tipica delle aziende cooperative, anche in assenza di una normativa cogente nazionale od europea.

Inoltre, nel  corso degli anni,  le industrie cooperative hanno proceduto all’ acquisizione di aziende e di marchi storici per aumentare la propria presenza a livello distributivo, con importanti investimenti promo-pubblicitari ed  innovazione di prodotto e di packaging per seguire le nuove esigenze di consumo, aumentando le quote di mercato in Italia ed all’estero.

In sintesi, tra i punti qualificanti delle strutture associate va sicuramente evidenziato:

  • la presenza di aggregazioni storiche e/o consolidate sui territori, che permettono una proiezione verso i mercati esteri ed incisive  politiche di marca;
  • una diffusa presenza in tutte le principali Regioni produttive;
  • un controllo della filiera fino alla trasformazione industriale, in quest’ultimo caso con una presenza di strutture cooperative estremamente concentrate rispetto alla media del settore a livello europeo;
  • una relazione ampia con la grande e moderna distribuzione italiana ed europea ed una forte propensione all’export.