Attività ed iniziative in corso

Vini dealcolati: in arrivo il decreto interministeriale MEF – MASAF atteso e sostenuto da Fedagripesca

lunedì 13 ottobre 2025

È ormai prossima la pubblicazione del decreto interministeriale MEF–MASAF che definirà in modo organico le regole per la produzione e commercializzazione dei vini dealcolati e parzialmente dealcolati. Il provvedimento completa il percorso avviato con l’emanazione dei decreti MASAF del 20 dicembre 2024 e del maggio 2025, che avevano già disciplinato l’aspetto tecnico-produttivo del processo di dealcolazione dei vino, in attuazione delle disposizioni del regolamento (UE) 2021/2117, ma che necessitavano, in coordinamento con il Ministero dell’Economia e delle Finanze,  dell’emanazione di specifiche norme  di regolamentazione delle modalità di accertamento e contabilizzazione dell’alcole residuato dallo stesso processo di dealcolazione.

Il nuovo decreto, frutto di un lungo lavoro di confronto istituzionale al quale Confcooperative Fedagripesca ha partecipato in modo molto attivo, rappresenta un passaggio fondamentale per dare certezza operativa alle cantine cooperative associate e per aprire, finalmente, un canale di sviluppo verso un segmento di mercato in rapida crescita, soprattutto all’estero.

Ecco alcune anticipazioni.

 

  1. Distinzione tra due categorie di operatori:
  • EID (Esercenti Impianti di Dealcolazione) ovvero produttori di prodotti intermedi (vini liquorosi, vini aromatizzati, ecc.) e piccoli produttori che producono fino a 1.000 ettolitri di vino/anno. Per questi produttori è previsto un regime semplificato, con la possibilità di operare in un deposito fiscale dedicato di tipo agevolato, con controlli meno onerosi ma sempre tracciabili.
  • DID (Distillerie o Impianti di Dealcolazione) ovvero distillerie e cantine che superano la soglia dei 1.000 ettolitri di vino/anno i quali sono soggetti a licenza specifica dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), con l’obbligo di osservare tutte le disposizioni fiscali previste per i depositi di prodotti alcolici già previste dal TU Accise.
  1. Gestione della frazione alcolica estratta:  la frazione alcolica estratta durante la dealcolazione, se avente un titolo alcolometrico effettivo superiore all’1,2% in volume, dovrà essere  sottoposta ad accisa. Sarà quindi necessario garantire che l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli possa procedere alla misurazione della quantità di alcol residuato dalla dealcolazione  e che la sua eventuale commercializzazione finale avvenga nel rispetto delle norme fiscali (si ricorda, a tal proposito che, sino all’immissione in consumo, l’alcol circola in “regime di sospensione dall’accisa”).
  2. Per entrambe le categorie di operatori vengono fissati gli obblighi di installazione di apparecchi di misura e controllo approvati dall’ADM, la tenuta di registri di carico e scarico digitali, e la tracciabilità completa delle operazioni di dealcolazione. L’ICQRF manterrà la competenza in materia di vigilanza sulla qualità, l’etichettatura e la conformità dei prodotti, in stretto coordinamento con l’ADM per gli aspetti fiscali e autorizzativi.
  3. Procedure di autorizzazione e licenza: gli operatori dovranno presentare una specifica domanda all’Agenzia delle Dogane, corredata da una relazione tecnica sugli impianti, dai piani di sicurezza e dalle garanzie di stoccaggio, con modalità semplificate per gli operatori  EID.
  4. Introduzione di misure di semplificazione amministrativa volte a sostenere l’ingresso nel mercato di cantine di piccola e media dimensione. È prevista la possibilità di utilizzare impianti mobili o condivisi, a condizione che le operazioni avvengano in siti registrati e sotto controllo e in aree appositamente delimitate favorendo così la sperimentazione e l’accesso graduale alla tecnologia di dealcolazione.

 

L’entrata in vigore del decreto è attesa a breve, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Confcooperative Fedagripesca, che ha accompagnato l’intero percorso tecnico e istituzionale fin dalle prime consultazioni con MASAF e MEF, accoglie con grande soddisfazione questo traguardo, che dà finalmente certezza normativa e operativa a un comparto innovativo destinato a crescere nei prossimi anni e continuerà a fornire supporto tecnico, interpretativo e formativo alle cantine cooperative associate che vorranno implementare questo nuovo segmento di mercato.