La federazione ha partecipato lo scorso venerdi 6 marzo alla riunione organizzata dal Comitato economico e sociale europeo (CESE) sulla valutazione intermedia della Politica agricola comune (PAC) 2023–2027.
L'obiettivo del CESE è quello di trasmettere alla Commissione europea il punto di vista della società civile organizzata di tutta l'Unione Europea sugli aspetti sociali della PAC e atal fine ha organizzato una serie di colloqui online per raccogliere tutti i contributi dei portatori di interesse nei diversi Stati membri.
Nel corso del suo intervento, la federazione ha ribadito alcune considerazioni sull’efficacia dell’attuale cornice normativa della PAC che aiuta, ma non risolve completamente il problema della debolezza degli agricoltori: una possibile via di superamento del problema è l’incentivazione dell’aggregazione.
Il potere contrattuale viene mantenuto rafforzando la concentrazione dell’offerta, in tal senso il ruolo delle OP e delle AOP è fondamentale per garantire un rapporto più equilibrato con il cliente finale e maggiore forza negoziale.
Nonostante le forme di sostegno promosse nella PAC, la stabilità del reddito degli agricoltori è infatti costantemente minacciata da fattori legati al cambiamento climatico, crisi sanitarie e diffusione di malattie che pregiudicano la capacità produttiva e, quindi, la sostenibilità stessa delle aziende agricole. Inoltre, sebbene gli obiettivi siano ambiziosi, i risultati reali mostrano un quadro complesso, fatto di luci (maggior redistribuzione- pagamento redistributivo e convergenza) e ombre (aumento dei costi e burocrazia).
La federazione ha successivamente trasmesso al CESE le risposte fornite ad un questionario online, finalizzato ad integrare le discussioni svoltesi durante gli incontri.