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Maltempo: ciclone Harry ferma la pesca, danni e mancati guadagni fino a 40 milioni

lunedì 26 gennaio 2026

Il passaggio del ciclone Harry, con mareggiate violente e venti fortissimi, sta provocando gravi ripercussioni sulla pesca professionale. Una prima stima dei danni economici – tra imbarcazioni, infrastrutture portuali e mancati guadagni dovuti al fermo forzato – potrebbe arrivare fino a 40 milioni di euro. Lo rende noto Confcooperative Fedagripesca, sottolineando come a pesare maggiormente siano i giorni di inattività, i danni a pescherecci e attrezzature e le difficoltà operative nei porti pescherecci.

 

Le condizioni meteo avverse hanno colpito in particolare Sicilia e Calabria, ma anche la costa orientale della Sardegna, dove molte marinerie sono rimaste ferme per diversi giorni. In numerosi porti si segnalano barche da pesca affondate o danneggiate, banchine invase da detriti e posidonia, moli superati dalle onde e strutture portuali compromesse. Ingenti anche i danni alle produzioni ittiche, con filari di cozze e ostriche divelti, che hanno determinato il blocco delle attività di pesca costiera e d’altura.

 

Gli effetti del maltempo non si limiteranno all’immediato. In Sicilia, ad esempio, gli operatori della piccola pesca che tengono le imbarcazioni sull’arenile, e non nei porti, rischiano di non poter lavorare per mesi: le mareggiate hanno infatti creato un dislivello di circa un metro e mezzo tra la spiaggia e l’accesso al mare.

 

Secondo Confcooperative Fedagripesca, eventi estremi come quello in atto confermano una tendenza ormai strutturale. Negli ultimi dieci anni il comparto ha subito oltre 2 miliardi di euro di danni legati ai cambiamenti climatici, tra distruzione di infrastrutture, costi di riparazione e perdita di giornate di pesca, che in alcune aree arrivano a incidere fino al 30% dell’attività annuale. Il settore della pesca vale complessivamente circa 1,5 miliardi di euro l’anno e coinvolge oltre 30.000 addetti, tra occupazione diretta e indotto.

 

Il maltempo di questi giorni rischia inoltre di avere effetti immediati sui mercati ittici, con una riduzione dell’offerta di prodotto fresco e possibili ricadute sui prezzi.

 

“Servono interventi urgenti per la messa in sicurezza dei porti pescherecci, che soffrono di criticità strutturali e croniche, per evitare che a ogni mareggiata si insabbino – afferma Paolo Tiozzo, vicepresidente di Confcooperative Fedagripesca –. Eventi come questi rendono più che mai urgente il rifinanziamento del fondo di solidarietà per il settore, che al momento è privo di risorse economiche".