Dopo diverse critiche e mobilitazioni del settore agricolo la Commissione UE, con una lettera di accompagnamento di Ursula Von der Leyen, ha proposto la scorsa settimana una modifica del nuovo Quadro Finanziario Pluriennale.
Per mesi le cooperative e gli agricoltori hanno segnalato come l’impianto della riforma delineata dalla Commissione minacciasse la sostenibilità economica del settore e la stessa sicurezza alimentare della Ue.
Le nuove indicazioni contenute nella lettera della presidente von der Leyen, pur rappresentando un riconoscimento della debolezza della proposta del 16 luglio, sono state definite dalla federazione “solo fumo negli occhi”, incapaci di rispondere alle sfide poste da un contesto geopolitico senza precedenti.
In primo luogo, non vi è alcun cambiamento per quanto riguarda la quota della PAC nel bilancio dell'UE, che rimane inferiore al 15% della spesa totale dell'UE. Per la Pac sono stanziate risorse pari al 20% in meno rispetto a quelle attuale.
Si continua a raggruppare la PAC in un fondo unico: l'erosione del carattere comune della PAC è ancora presente.
La proposta di un “obiettivo rurale” non compensa la perdita del secondo pilastro della PAC. Essa si concentra su interventi che sono principalmente non legati all'agricoltura. Non fornirà risorse supplementari per coprire meglio tutti gli obiettivi e gli interventi della PAC.
L'approccio del “piano nazionale unico” rimane quello proposto il 16 luglio e porterà a una riorganizzazione amministrativa massiccia e costosa e a una maggiore complessità nella struttura e nel processo decisionale, aggiungendo solo ulteriore confusione e incertezza per gli agricoltori e le cooperative. Ciò rischia di minacciare il reddito degli agricoltori e di distorcere la concorrenza all'interno dell'Unione europea, compromettendo di fatto il mercato unico e portando alla perdita di uniformità della politica.
Secondo Copa e Cogeca, posizione pienamente condivisa da Fedagripesca, le modifiche proposte “non cambiano nulla nella sostanza”. In particolare non rafforzano il reddito degli agricoltori, non semplificano, non mettono in sicurezza la capacità produttiva europea.
È indispensabile che l’Unione europea assuma finalmente un approccio strategico all’agricoltura, riconoscendo che sicurezza alimentare e sicurezza geopolitica sono oggi la stessa cosa.