Attività ed iniziative in corso

Emilia Romagna, Elisa Cugini confermata alla presidenza di Confcooperative Agroalimentare e Pesca

martedì 31 marzo 2026

Si è svolta venerdi 27 marzo presso il Savoia Hotel Regency di Bologna l’assemblea di Confcooperative Agroalimentare e Pesca Emilia Romagna, dal titolo “Competitività, giovani, cooperazione: strategie per dare valore all’agroalimentare italiano”, che ha visto la presenza di circa cento partecipanti e si è conclusa con la conferma all’unanimità di Elisa Cugini alla presidenza.

 

Cinquantuno anni, presidente della Latteria Sociale La Mezzanese e di Confcooperative Parma, oltre che consigliera del Consorzio del Parmigiano Reggiano, Elisa Cugini guiderà per quattro anni la Federazione regionale (la nuova denominazione è Confcooperative Agroalimentare e Pesca) che riunisce 365 cooperative con quasi 50.000 soci agricoli, oltre 20.000 addetti e un fatturato di 12 miliardi di euro. Nel corso dell’assemblea sono poi intervenuti numerosi ospiti, tra cui il ministro delle Politiche europee, PNRR e Coesione Tommaso Foti, l’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi e il presidente nazionale di Confcooperative Agroalimentare e Pesca Raffaele Drei. La tavola rotonda ha visto la partecipazione di Aristide Castellari (presidente Agrintesa), Carlo Dalmonte (presidente Caviro), Riccardo Deserti (direttore Consorzio del Parmigiano Reggiano), Gianpiero Calzolari (presidente Granarolo) e Paolo Lombardi (consigliere Orogel). 

 

Ersilia Di Tullio, head of strategic advisory di Nomisma, ha presentato una ricerca dalla quale emerge come con 500 imprese cooperative che generano un fatturato di 16,1 miliardi di euro pari al 39% dell’industria alimentare regionale, la cooperazione agroalimentare dell’Emilia-Romagna rappresenti un pilastro fondamentale del sistema economico e produttivo sia regionale che nazionale. 

La dimensione media delle imprese cooperative agroalimentari in Emilia-Romagna si attesta intorno ai 32 milioni di euro di fatturato, quasi tre volte la media nazionale (circa 12 milioni). Tra le prime 50 imprese agroalimentari dell’Emilia-Romagna figurano poi 19 cooperative con 547 milioni di euro di fatturato medio per impresa (588 milioni l’analoga media delle imprese di capitale), con una capacità di creare lavoro decisamente più elevata, dato che si parla per queste cooperative di 1.266 addetti medi, a fronte dei 732 delle imprese di capitali. Il 26% delle cooperative agroalimentari regionali ha un fatturato superiore ai 10 milioni di euro (il 10% oltre i 50 milioni), e qui si segnala come il percorso dell’aggregazione debba ancora continuare per consolidare ulteriormente le cooperative così da metterle nelle migliori condizioni di competere sui mercati internazionali.

 

La neopresidente Elisa Cugini ha dichiarato: “La ricerca di Nomisma conferma quanto la cooperazione continui ad essere la via maestra per rafforzare il ruolo di agricoltori e pescatori all’interno della filiera agroalimentare, generando valore da redistribuire innanzitutto ai produttori e consentendo di pianificare gli investimenti aziendali per rispondere alle esigenze dei mercati internazionali” ha sottolineato Elisa Cugini, presidente di Confcooperative Agroalimentare Pesca Emilia Romagna. “Se in un quadro così complesso come quello attuale, le nostre cooperative negli ultimi anni sono riuscite a crescere in termini di fatturato e occupati – ha continuato Cugini – è perché hanno puntato su quattro fondamentali direttrici di sviluppo per assicurarsi la competitività sui mercati: aggregazione, internazionalizzazione, programmazione e innovazione”. Tuttavia, occorre che anche le Istituzioni a tutti i livelli mettano la filiera nelle condizioni di produrre. “Non si può chiedere ad agricoltori e pescatori di produrre di più, a prezzi inferiori e con un ridotto impatto sull’ambiente, se poi li si priva dei mezzi tecnici e dei sistemi di difesa per proteggere coltivazioni e allevamenti – ha concluso Cugini -. Dobbiamo tutelare la base sociale delle nostre cooperative, presupposto fondamentale per la sostenibilità del sistema, tutelando per prima cosa la capacità di produttiva, oggi sempre più messa a rischio da cambiamenti climatici ed emergenze fitosanitarie. Solo così possiamo competere sui mercati internazionali, influenzati da tensioni geopolitiche internazionali e barriere commerciali”.

 

Secondo il Presidente di Confcooperative Agroalimentare Pesca Raffaele Drei "la cooperazione oggi è chiamata ad una grande sfida: promuovere i prodotti del territorio attraverso un modello d’impresa che valorizza il lavoro delle persone e il territorio stesso distribuendo la ricchezza in modo equo. Questa missione va portata avanti con grande attenzione alla competitività e all’efficienza delle nostre imprese, che vengono messe costantemente a dura prova, soprattutto dal recente sconvolgimento degli equilibri mondiali, economici e sociali. Ora il nostro sistema ha davanti la madre di tutte le battaglie: il riconoscimento del ruolo delle filiere aggregate all’interno della PAC".