Nell’ambito del parere che il parlamento italiano dovrà fornire alle istituzioni dell’UE, la federazione ha espresso una valutazione generalmente positiva sulle modifiche proposte al quadro normativo europeo in materia di produzione biologica, con particolare riferimento alle misure di semplificazione e di snellimento burocratico, purchè rimanga sempre ben delineato e certificabile l’ambito della produzione biologica.
Sono poi state indicate alcune proposte di modifiche.
In primo luogo la federazione ha espresso dubbi sulla possibilità di usare il logo biologico UE per prodotti di Paesi terzi riconosciuti equivalenti, temendo un indebolimento della fiducia dei consumatori europei, condividendo, invece, un’etichettatura specifica per informare sulle pratiche biologiche adottate da tali prodotti nei paesi terzi, ritenute equivalenti a quelle unionali. Questa soluzione garantirebbe trasparenza verso i consumatori e tutelerebbe inoltre la concorrenza leale, evitando discriminazioni verso i partner commerciali.
E’ stato poi espresso grande apprezzamento per l’abolizione dei limiti di fatturato e l’innalzamento delle soglie di superficie aziendale, da 5 a 10 ettari (chiedendone anche un ulteriore aumento), per essere riconosciuti membri di gruppi di operatori, che potranno beneficiare della certificazione di gruppo: si tratta di una proposta che il mondo cooperativo sostiene da tempo, nella convinzione che tale misura consentirà una significativa riduzione dei costi di certificazione e degli oneri amministrativi connessi alla certificazione individuale. Le cooperative potranno così rafforzare il proprio ruolo di aggregazione e garanzia, favorendo un ulteriore sviluppo del settore biologico.
infine, sulla proroga del riconoscimenti dei paesi equivalenti, la durata di 10 anni - questa la posizione della federazione - andrebbe attentamente valutata.
La proposta di modifica dovrà passare al vaglio dei colegislatori UE, prima di poter rendere effettive le misure di semplificazione.