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Nocciole, produzione in calo in Italia e in Europa. Fedagri all'incontro tecnico Copa-Cogeca

venerdì 28 novembre 2025

Un momento complicato per il settore delle nocciole, non solo per l’Italia ma per tutta l’Europa e la Turchia: è questo il quadro che è emerso dall’incontro Ue-Turchia sulle nocciole, organizzato come ogni anno dal Copa-Cogeca e che si è svolto in modalità online lo scorso 24 novembre.

All’incontro, che ha visto la partecipazione nella delegazione italiana di Fedagripesca, rappresentata da Nicoletta Ponchione, membro del Consiglio Nazionale, è stato fatto il punto sull’impatto dei cambiamenti climatici sulla produzione di nocciole. Per via delle temperature estreme estive e della contrazione de numero di molecole per la difesa fitosanitaria, si registra un costante calo delle rese produttive del nocciolo.

Quest’anno le stime previsionali per la produzione 2025/2026 delle nocciole in guscio nel nostro Paese sono di 48.000/50.000 tonnellate, del tutto inferiori sia alle 80.000 tonnellate della scorsa campagna che alle 65.000 registrate nel 2023/2024. Particolarmente critica la situazione in Piemonte e in Sicilia, dove si prevede un calo del 70% rispetto alla produzione media attesa. Non va meglio la situazione nel Lazio e in Campania, dove le stime sono di un -60% rispetto alla media. La dinamica di riduzione investe pesantemente anche paesi come Francia e Spagna - dove la produzione ha toccato i picchi più bassi di sempre - ed in Turchia,  il cui raccolto quest’anno dovrebbe attestarsi sulle 400.000 tonnellate, un quantitativo dimezzato rispetto alla media di 800.000/900.000 tonnellate mediamente prodotte dal paese turco.

Va segnalato che in Turchia vi è un largo uso di prodotti fitosanitari vietati o fortemente limitati nei paesi della Ue e ciò crea distorsioni di concorrenza, oltre a favorire l'approvvigionamento delle industrie nazionali da paesi extra europei.

“Di fronte all’evidenza di questi numeri – ha dichiarato Nicoletta Ponchione – è assolutamente necessario trovare soluzioni, un vero e proprio 'Piano Marshall tecnico', per capire come possiamo agire concretamente di fronte ai cambiamenti climatici per evitare di trovarci impotenti di fronte a continui cali produttivi”.